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Storia

Il Mediterraneo e l’Egeide

Da lunghi secoli la vallata del Nilo e le steppe della Mesopotamia erano uscite dalle barbarie,e per lunghi secoli ancora le selvagge tribù dell’Europa continentale dovevano rimanere immerse in profonde tenebre,allorché nacque,sulle rive del Mediterraneo la civiltà destinata a essere la civiltà dell’avvenire. Sino allora,i soli uomini che avessero contato nel mondo erano stati dei continentali,abitatori di sterminate pianure,dove grandi fiumi favorivano la creazione di un’oasi continua,dove la natura non opponeva ostacoli all’unità di costumi,e su di un estensione immensa le città e i villaggi potevano essere riuniti sotto lo scettro di un re. Facevano ora per la prima volta la loro comparsa dei popoli dispersi in piccole isole o in cantoni montagnosi,dotati di un vigoroso spirito di autonomia,disseminati in città poco accessibili dall’interno,ma volte verso il mare,sempre pronti a spingersi su tutte le vie del mondo. Tra non molto,il Mediterraneo avrebbe esercitato sui destini dell’umanità un’azione decisiva. Stesa tra le zone desertiche bruciate dal Tropico a quelle delle regioni gelate da Borea,questa grande vallata marina servì loro in ogni campo da transizione.

Essa inseriva nella massa del vecchio continente un piccolo continente frastagliato,che dalla sua configurazione diffusa e dai suoi caratteri ibridi derivò una fisionomia tutta speciale. Grazie a uno straordinario alternarsi della terra e dell’acqua e al continuo incavarsi di golfi,costituenti baie avventizie e penisole che si prolungano in catene di isole,questo continente è straordinariamente ricco di coste,e offre incomparabili facilità di comunicazioni; inoltre,in virtù di una posizione intermedia le cui conseguenze sono infinite,esso partecipa al clima,alla flora,alla fauna,alle colture e alle industrie delle zone che lo circondano. Le popolazioni che si stabilirono su queste rive si trovarono a condizioni singolarmente propizie per trarre dai grandi paesi del Mezzogiorno e dell’Oriente tutti gli elementi di civiltà che potevano essere loro utili; poterono fonderli in tutt’uno la cui originalità derivò appunto dalla stessa varietà,ed ebbero modo di trasmettere le proprie merci e le proprie idee ai lontani paesi del Settentrione e dell’Occidente. I vantaggi comuni a tutto il bacino del Mediterraneo si trovano eminentemente riuniti e acquistano speciale valore nella parte orientale di esso. Il Mar Egeo è situato sul punto dove la vallata marina si biforca verso nord-est con il Bosforo e il Ponto Eusino,e,verso sud-est,con il mare di Levante,il quale conduce a sua volta,da una parte,al Nilo e al Mar Rosso,e, dall’altra,verso l’Eufrate e il golfo Persico. Ivi le tre parti del mondo bagnate dal Mediterraneo sono più che in ogni altro punto vicine,e i popoli hanno appreso a distinguerle: là,l’Europa e l’Asia proiettano l’una verso l’altra,dirimpetto all’Africa,delle penisole separate appena da angusti stretti e quasi riunite da arcipelaghi: là,fortissimi sconvolgimenti diedero origine al più caotico alternarsi di depressioni e di elevamenti,di fossati marini e di isole rocciose,di pianure e di montagne; là,sulle alte pendici,il calore secco del Mezzogiorno si incontra più rapidamente con l’aria fresca e umida del Nord e la vegetazione presenta la più grande varietà; là,infine,è il focolare dove le razze e le civiltà ebbero facilmente agio di concentrarsi,dove esse si affinarono in virtù dei più fecondi contrasti,e di dove si irradiarono con maggiore intensità. Allorché Zeus,per segnare da un’estremità del cielo,con l’ordine di volare l’una verso l’altra,esse si incontrarono nell’Ellade. E’ dunque necessario,prima di iniziare lo studio della prima delle civiltà mediterranee,esaminare da vicino l’azione che il mare,la terra e il clima esercitarono sugli uomini che la crearono. Quando avremo visto come i caratteri propri del Mediterraneo in generale si siano manifestati con speciale vigoria sulle rive dell’Egeo,sarà più facile comprendere perché una civiltà nata nell’isola a un tempo più vicina all’Asia e all’Egitto si sia diffusa nelle terre limitrofe dell’Europa,e perché,dopo aver conquistato i Greci,abbia risvegliato dal loro sonno letargico i barbari delle rive più lontane.



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